2 settembre – Beato Claudio Granzotto, OFM – memoria

+ Dal Vangelo secondo Luca (4,38-44)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Commento

Gesù entra nella casa di Simone, i due si conoscono da poco, ma con gli amici ci si mostra così come si è, non c’è il tempo per riordinare o per rimandare la visita a un momento migliore.

Gesù entra nella nostra casa senza fare lo schizzinoso, non guarda al disordine, non evita l’aria viziata, non ha paura del contagio. Se la suocera di Simone avesse saputo della visita, forse non avrebbe aperto la porta o si sarebbe nascosta per non farsi trovare malata. Spesso noi preferiamo rimanere nella nostra malattia o inclinazione al male e per paura di essere giudicati, evitiamo di aprire la porta a Gesù.

Ma al Signore interessiamo anche con i nostri blocchi e il nostro peccato, non illudiamoci di guarire da soli, la nostra febbre non passa senza di lui.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano