19 maggio – Mercoledì VII Settimana di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (17,11-19)

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Commento

Il vangelo di oggi ci presenta il secondo grande movimento della «preghiera sacerdotale» di Gesù: egli si rivolge al Padre, mentre sta per essere glorificato attraverso la morte e la risurrezione e gli affida la comunità dei discepoli.

Essa potrà continuare a vivere la sua missione nel mondo non tanto grazie alle loro capacità umane, quanto piuttosto in forza della custodia amorosa del Padre, che guida il loro cammino attraverso le difficoltà.

La Chiesa, da parte sua, dovrà essere una, unita a Dio e ai fratelli nell’amore, saldamente radicata nella parola e capace a sua volta di custodire il gregge che le è affidato, perché nessuno si lasci ingannare dai tanti lupi rapaci, dai quali mette in guardia anche Paolo nella prima lettura.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2021” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano