18 ottobre – XXIX Domenica Tempo Ordinario – Anno A – Giornata Missionaria Mondiale

+ Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21)

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Commento

Siamo ritornati, come si dice, con la coda tra le gambe. Pensavamo di mettere in trappola Gesù chiedendogli se fosse lecito pagare il tributo a Cesare: se avesse detto sì, avrebbe perso la stima del popolo; se avesse detto no, potevamo accusarlo presso i Romani.

La sua risposta ha messo in chiaro che il nostro, più che un pagare, è un rendere, salvaguardando i diritti dello stato e riconoscendo i doni di Dio, che va ringraziato ed amato con tutto il cuore.

Proprio nel mio cuore le cose adesso vanno male: le prime parole che abbiamo detto a Gesù erano un tentativo di adulazione, ma ora mi sono accorto che sono proprio vere. Non mi guardato solo in faccia, ma dentro, e ho scoperto tutta la mia meschinità: ha ragione, sono un ipocrita.

Abbandonerò la scuola dei farisei e seguirò lui.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2020” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano

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