17 gennaio Sant’Antonio, abate – memoria

+ Dal Vangelo secondo Marco (2,13-17)

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Commento

Gli scribi e i farisei vedono Gesù, ma non lo seguono come fanno i discepoli: lo spiano per poterlo contestare. Quando finalmente Gesù commette quello che secondo la loro mentalità è un errore, non gli sembra vero di poterlo sottolineare. Non si rivolgono a Gesù: manca loro il coraggio di rivolgersi a colui che è capace di insegnare «come uno che ha autorità, e non come gli scribi».

A volte anche noi, nella difficoltà di comprendere quanto ci capita di negativo, poniamo domande per dimostrare che il volto di Dio non è poi così buono e perfetto e non per cercare la verità che illumini il nostro dubbio.

Noi siamo i malati che hanno bisogno del medico, noi siamo i chiamati nonostante i nostri peccati.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano