15 ottobre – Santa Teresa d’Avila – Memoria

+ Dal Vangelo secondo Luca (11,47-54)

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Commento

Oggi il maestro ha già parlato di tombe, quando ha paragonato i farisei a sepolcri imbiancati, belli di fuori ma ricettacoli di morte; ora ricorda i monumenti funebri innalzati in memoria dei profeti passati, inascoltati e perseguitati da vivi e adesso onorati da morti, quando non possono più parlare.

Gesù è ben consapevole che ci sarà presto un sepolcro anche per lui, ce lo ha annunciato quando ci siamo messi in cammino per Gerusalemme. La sua morte porterà a compimento tutta la storia degli interventi divini rifiutati dagli uomini, ma ha anche aggiunto che la vicenda avrà un seguito. Quel sepolcro dove lo metteranno non lo terrà prigioniero, dopo tre giorni ne uscirà: come, non l’abbiamo ben capito, ma ha detto che risorgerà. Speriamo!

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2020” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano

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