+ Dal Vangelo secondo Giovanni (3,13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Commento
Gesù dice a Nicodemo che Dio lo ha mandato tra noi uomini perché potessimo essere salvati.
Potremmo forse pensare di non aver bisogno di essere salvati da nessuno, che stiamo bene così, eppure quante volte ci capita di sentirci male dentro? Ci manca l’aria, ci sembra di annegare, di annaspare nel buio. Abbiamo bisogno anche noi, come Nicodemo, di rinascere, di ricevere in dono il respiro di Gesù, il suo Spirito. Per rinascere dobbiamo ammettere che stiamo vivendo una vita vecchia, le siamo così tanto affezionati da non riuscire a capire che è la prima cosa di cui sbarazzarci. Cos’è che in fondo non ci fa vivere?
Gesù si dona completamente a noi perché possiamo trovare una via d’uscita, essere salvati dai blocchi della nostra vita. Innalzato sulla croce ci fa scoprire quanto siamo amati.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
