14 novembre – San Nicola Tavelic’ e compagni, martiri – memoria

+ Dal Vangelo secondo Luca  (18, 1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno.
In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Commento

Ho sentito diversi commenti da conoscenti, vedove come me: c’è chi mi dice di non illudermi, perché quel giudice ha il cuore di pietra, c’è chi mi considera una sfacciata, perché continuo a dar fastidio a quel personaggio, che rimane comunque un rappresentante della legge.

Io ascolto tutti, ma tiro diritta per la mia strada: recito spesso il salmo dove sta scritto che il Signore è il difensore dei miseri e si prende cura degli orfani e delle vedove. Prima di recarmi a casa del giudice, ripenso a quelle parole che rianimano la mia fiducia che prima o poi qualcosa succederà.

In quel salmo sta scritto anche che il Signore sconvolge le vie degli empi, una categoria di cui fa parte quello che dovrebbe sostenere la mia causa e non lo fa: ma in un modo o in un altro scommetto che cederà.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2020” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano