13 maggio – Giovedì VI Settimana di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (16,16-20)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Commento

Di fronte all’imminente partenza del Signore Gesù da questo mondo, i discepoli restano disorientati: tutte le promesse di vita piena sembrano infrangersi. Come poter gioire davanti alla violenza e al rifiuto del mondo?

Alla tristezza dei discepoli sembra rispondere la gioia del mondo, per la vittoria (apparente) contro un profeta scomodo. Ma quel è la qualità di questa gioia? Potrà perdurare, o è solo un anestetico per poter cercare di sopravvivere alle domande profonde di senso della vita?

La gioia che Gesù annuncia ai discepoli nasce dall’offerta della sua vita, dalla certezza di una salvezza che passa attraverso la strettoia della croce e che non possiamo conquistare con le nostre forze. Questo è il dono segreto della Pasqua di Gesù.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2021” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano