12 settembre – Sabato XXIII Settimana Tempo Ordinario – Pari

+ Dal Vangelo secondo Luca (6,43-49)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

Commento

Molto spesso l’apparenza inganna, come si usa dire. Ci sono due alberi, due tesori, due case, nel vangelo di oggi; esteriormente possono sembrare tutti ugualmente belli, preziosi, solidi.

Per comprendere la verità, occorre però andare ben oltre le apparenze: bisogna assaggiare i frutti, estrarre i beni dal tesoro, verificare se la casa regge alle intemperie. Alla base di tutto ci deve essere una certa profondità, che possa garantire la bontà dei frutti e dei risultati.

Le radici o le fondamenta non sono visibili; eppure proprio là sotto sta il segreto di tutto. L’ascolto umile e nascosto, quotidiano, della parola di Dio costruisce la bellezza e la solidità della nostra vita.

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