+ Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Commento
Al Giordano, mettendosi in fila con i peccatori, immergendosi nella nostra condizione di bisognosi di perdono, di misericordia, Gesù si pone concretamente nella condizione del suo popolo. Allora il Padre lo consacra nello Spirito santo, che non si limita a posarsi su di lui quale profeta, ma lo colma di sé spingendolo al compimento della sua missione di servo del Signore, di Figlio amato in cui il Padre si
compiace.
Nell’adesione totale al disegno del Padre, Gesù comincia a proclamare la buona notizia ai poveri, ad aprire gli occhi ai ciechi, a risanare le ferite del corpo e dello spirito.
Resi figli del Padre nella sua Pasqua, ricevendo il battesimo nello Spirito santo, come fratelli e sorelle uniti nel suo amore siamo chiamati a proclamare il vangelo di Gesù in ogni gesto e parola.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
