11 agosto – Solennità di santa Chiara d’Assisi

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (15,4-10)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso, se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me, viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti dei Padre mio e rimango nel suo amore ».

Commento

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Siamo nel centenario della morte di San Francesco e non possiamo celebrare Chiara e la sua nascita al cielo senza ricordare che sempre ella si è definita “pianticella” di lui. E’ un’immagine che ci aiuta ad ascoltare il Vangelo che la Chiesa ci offre in questo giorno. Chiara è senza dubbio una pianticella che ha portato molto frutto e ha dato gloria al Padre delle misericordie, il grande Donatore, dal quale sapeva di ricevere la vita e tutto ciò che costituiva la sua vocazione, in primo luogo le sorelle. 

La seconda lettura ci offre un’altra immagine quella del vaso di creta, possiamo dire che Chiara si è sapientemente lasciata riempire dalla grazia divina e l’ha lasciata agire nella sua esistenza perché fosse un dono per tutti, nella forma che san Francesco aveva scelto per se’ e i suoi frati: l’Altissima Povertà. La più grande e radicale povertà che i nostri santi hanno vissuto è stata proprio quella di non essere mai autoreferenziali, ma di radicarsi e fondarsi nel Vangelo, nella relazione con Dio Padre, Figlio e Spirito santo e attingere a queste radici la forma della loro vita e di quella della loro fraternità. In questo modo tutti e due hanno portato frutto; un frutto che sorprendentemente continua ad essere fecondo nella chiesa e nel mondo.

Sia Francesco che Chiara hanno vissuto l’invito:” Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi…” questo ha davvero permesso loro di chiedere e ottenere, secondo la volontà di Dio, tante grazie per il bene di molti, soprattutto di quanti non avevano altro soccorso che la preghiera non disponendo di mezzi con i quali far fronte alle loro necessità: i piccoli e i poveri. San Francesco e Santa Chiara sono stati strumenti preziosi dell’Amore del Signore e hanno saputo rendere contemporaneo il Salvatore a quanti lo cercavano e lo fanno ancora oggi per noi. Questo è reso possibile dal fatto che ora partecipano pienamente della Gloria di cui in terra hanno cercato di essere riflesso autentico e fedele, e rimangono portatori di un carisma che continua a suscitare simpatia e attrazione anche oggi. 

Chiara e Francesco hanno portato frutto rimanendo nell’Amore, lo hanno fatto con semplicità, con perseveranza e nella gioia. Sono tre frutti di cui anche oggi il mondo ha “fame”,

La semplicità: l’essere, come dice il significato della parola, senza pieghe. Oggi si rischia di ritenere un valore la complicazione, mentre spesso il Bene, il Vero e il Bello sono proprio lì dove accogliamo la realtà e la viviamo per quello che è, abitandola così come siamo (Creature volute e amate…).

La perseveranza la vita di san Francesco e santa Chiara è stata molto provata dalle circostanze del loro tempo, dalla caducità della salute, dalle difficoltà della povertà, eppure hanno saputo attraversare ogni prova con confidenza e hanno sperimentato sempre la Tua fedeltà, che ha permesso alla loro missione di compiersi in pienezza.

La gioia è la caratteristica di chi riconosce l’Amore di cui è avvolta ogni vita e lo accoglie facendone dono, gratuitamente. La gioia è una conseguenza della libertà che il Vangelo ci regala.

Chiediamo gli uni per gli altri di “rimanere” nell’Amore per portare anche noi frutto e dare gloria al Padre, chiediamolo oggi per intercessione di santa Chiara.

Sr. Cristiana, Monastero di Vicoforte