+ Dal Vangelo secondo Giovanni (15,4-10)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso, se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me, viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti dei Padre mio e rimango nel suo amore ».
Commento
Chiara, sorella e madre, insegnaci l’arte del rimanere, di chi non teme di sprecare tempo ed energie a sostare davanti all’amore di colui che tutto a noi si è donato.
Esortaci con dolcezza e forza, quando il passo diviene stanco e il piede ritarda l’andare, a camminare veloci dietro a Cristo povero e crocifisso, perché la corsa del vangelo raggiuga nella preghiera ogni fratello e sorella.
Accompagnaci discreta nelle gioie e nei dolori della vita quotidiana, per fare dei sentimenti di Cristo il nostro abito.
Dalla dimora del cielo, continua ad effondere la tua benedizione su questa umanità che tu hai amato, perché ravvivi la fede e continui a cercare Dio, a desiderare il bene di ogni persona e a diventare «collaboratrice di Dio e sostegno del suo corpo che è la Chiesa».
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
