10 settembre – Giovedì XXIII Settimana Tempo Ordinario – Pari

+ Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Commento

L’amore per tutti, perfino per chi ci è nemico, è qualcosa di grande che consente all’uomo di diventare più simile al suo Signore e creatore, al Padre altissimo che è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Noi confidiamo continuamente in questa sua benevolenza verso di noi e troviamo ogni giorno qui la pace e la speranza che non delude.

Oggi il vangelo ci domanda di imitare la misericordia e di farlo con una misura grande, con magnanimità e senza calcolo. Il segreto di chi è capace di donare è la fiducia, e forse un po’ anche l’esperienza già vissuta, di ricevere molto di più dalla fonte inesauribile dell’amore, dal Padre che non misura il proprio dono, come vediamo nelle meraviglie della creazione e della redenzione.

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