1 Settembre – Martedì XXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari

+ Dal Vangelo secondo Luca (4,31-37)

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.

Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Commento

Gesù scende nella città, dove abitano e vivono gli uomini, dove si lavora e si condivide tutto nel tentativo, troppo spesso frustrato, di godere un po’ di pace con chi si ama.

Gesù si presenta come il maestro; c’è una notevole insistenza dell’evangelista Luca nel sottolineare che egli ammaestrava, parlava con autorità, e la gente rimaneva colpita e stupita da questa forza. Prima ancora di essere forza che allontana gli spiriti cattivi, questa forza divina si rivolge a noi come un buon maestro ai suoi alunni.

Anche oggi dovremmo chiederci: «che parola è mai questa?» Perché non è come le altre che ci raggiungono ogni momento, è qualcosa di veramente stupendo e nuovo, voce del verbo fatto uomo, voce del Dio che ha voluto imparare a usare le nostre parole per manifestarci il suo amore.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2020” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano